Mountain bike Piemonte - Valle di Susa  
Orrido di Chianocco  
Il percorso  
Lunghezza:  24,51 Km sola andata
Tempo percorrenza: 5 ore 30' (ritorno compreso)
Difficolta':
M.C.
LocalitÓ di partenza:
stazione di S. Ambrogio
Accesso: da Avigliana percorrere la SS 25 verso S. Ambrogio. Superata la deviazione per il centro di quest'ultimo,  svoltare a destra al primo semaforo, sulla piazza della Stazione, dove si puo' parcheggiare l'autovettura.
Cartografia: ISTITUTO GEOGRAFICO CENTRALE 1:50.000 n. 2 Valli di Lanzo e Moncenisio
Dislivello: circa 240 metri effettivi (ritorno incluso)
Tipo: asfalto 5,56 Km (23%) - sterrato 18,95 (67%)
Periodo consigliato: tutto l'anno
Effettuato il:
24 marzo 2002
Descrizione: con questo itinerario, proseguiamo il viaggio lungo la valle di Susa che avevamo iniziato dal castello di Rivoli col percorso S. Antonio di Ranverso. E' possibile unire i due tracciati ottenendo una lunga escursione di quasi 90 km dal dislivello piuttosto contenuto, che portera' via l'intera giornata. La nostra meta e' costituita dall'orrido di Chianocco, una profonda gola le cui pareti raggiungono i 50 metri di altezza, scavata dal rio Prebec nel corso di millenni forse in seguito ad una frana che ostrui' il corso d'acqua, costringendolo a scegliere una via alternativa con minor resistenza alla forza erosiva delle acque. Esso si trova all'interno di una riserva naturale speciale, istituita nel 1980 dalla Regione Piemonte, per salvaguardare l'unica stazione spontanea (una ventina di esemplari) di leccio del Piemonte. L'area, che occupa una superficie di 30 ettari, si estende a monte dell'abitato sino all'altezza della borgata Mole'. Fate riferimento anche alle indicazioni riportate sulle mappe (le frecce con la lettera R indicano alcune possibili varianti per il ritorno). Dalla piazza della stazione, utilizzando il sottopasso pedonale, ci portiamo a nord dei binari (via Prati e Giardini) e qui azzeriamo il ciclocomputer (0 Km). Andiamo a destra e quindi, ignorata la strada di fronte a fondo cieco (0,17 - cartello), ci lasciamo la ferrovia alle spalle (via Viandotta). Ad un quadrivio (0,29 - pilone) continuiamo diritto sino ad un successivo pilone (0,56), dove svoltiamo a destra. Percorsi duecento metri, giriamo a sinistra (0,75). Praticamente subito la carrareccia si sdoppia in due rami (0,77): prendiamo quello di sinistra anche perche' l'altro si perde tra i campi. Raggiunta l'autostrada Torino - Bardonecchia (1,31), la costeggiamo in direzione Torino. Poco prima di una casa (1,97), transitiamo sotto l'autostrada, invertendo la direzione. Procediamo ora a breve distanza dalla Dora, che ci accompagnera' per gran parte del percorso, con qualche tratto dal fondo argilloso che non facilita purtroppo la pedalata. Quando incontriamo un rio che ci sbarra il cammino, siamo costretti a passare a sud dell'autostrada (3,94). Raggiunto un ramo in disuso della ferrovia (5,81), che porta verso una cava, saliamo con una rampa ai binari e quindi ridiscendiamo dalla parte opposta mantenendoci esattamente sotto il viadotto autostradale. Quindi, scegliamo la stradina di destra (6,05), che va a confluire, poco oltre, su quella del lato opposto (6,78). Si arriva alla Provinciale (6,89) e, sfruttandone il ponte, ci portiamo sulla SS 24 (7,09) che seguiamo in direzione Susa per circa duecento metri, finche', sull'altro lato (7,28), incontriamo una strada sterrata che ci riportera' (tenendo sempre la destra) nuovamente nelle vicinanze dell'autostrada. Arrivati al torrente Gravio (8,77), guadagniamo la Statale (9,31) e la seguiamo, sfruttando la pista ciclopedonale, sino al pilone posto in corrispondenza della deviazione per borgata Grangetta (10,34). Di fronte a questa (10,37), imbocchiamo l'invitante sterrata, tenendo al primo bivio la destra (10,45). Oltrepassati i laghi di S. Valeriano, si incontra l'asfalto (11,71) che si segue diritto per un centinaio di metri. Si svolta quindi sulla stradina con cartello di accesso vietato ai non autorizzati (11,81) che termina con una recinzione, davanti ad una palazzina con garage. Alle spalle della recinzione (aggirabile), seguiamo la strada bianca (11,93) che continua anche dopo l'incrocio con la SP 201 (12,14).  Si sottopassa la ferrovia (12,83), raggiungendo una centrale (13,19), oltre la quale avanziamo paralleli al canale di carico (al ritorno e' possibile utilizzare la stradina sull'altro lato). Si attraversa il canale al primo ponte (13,84), quindi si punta verso l'autostrada (13,96 - a sinistra), salendo sulla sommita' dell'argine artificiale che va dapprima ad aggirare un campo di calcio e poi ad affiancare la strada asfaltata di accesso. Quando quest'ultima cambia direzione, si scende (14,65) andando ad attraversare il ponte sul canale. Al bivio che segue andare a sinistra (14,74), quindi sfruttando uno stretto sottopassaggio (14,91) ci portiamo a nord della Statale (14,93). Puntiamo poi verso la ferrovia dove, a sinistra, seguiamo un sentierino che la costeggia, il quale va presto a terminare sulla SS 24. La percorriamo in direzione Susa sino ad una casa con civico 53, dove imbocchiamo la via dei Vernetti (15,97). Arrivati all'autostrada (16,34) ci portiamo a sud di quest'ultima raggiungendo una centrale (16,77): qui, avanzando sul campo adiacende, lungo la recinzione, si ritrova una carrareccia poco battuta (16,85). Quando si incontra un corso d'acqua che sbarra il cammino, occorre passare sotto l'autostrada, attraversarlo su ponte (17,55), e quindi riportarsi nuovamente dall'altra parte. Si arriva nei pressi di un ponte sulla Dora che ignoriamo (18,57). La strada piu' avanti si sdoppia (18,99): consigliamo di seguire il ramo piu' vicino al fiume, anche perche' piu' elevato e quindi piu' panoramico. In corrispondenza di un ennesimo corso d'acqua si transita ancora sotto l'autostrada per poi seguire una strada asfaltata secondaria (19,83). Quando questa curva, proseguire su sterrato a sinistra (20,12). Oltre il fiume, sopra un'altura, non passa inosservato il castello di S. Giorio: la costruzione piu' evidente, con torre circolare, e' il castello superiore mentre poco piu' in basso, si distinguono le rovine del castello inferiore, piu' piccolo ed anche piu' recente. Raggiunta la strada asfaltata che collega S. Giorio con la SS 24 (20,82), anziche' procedere diritto, si punta verso l'autostrada per poi costeggiarla su tratturo poco visibile a sinistra (20,94). Arrivati all'altezza della centrale (21,29), si devia verso di essa e, superato il canale, si procede su asfalto (21,44). Giunti sotto lo svincolo, nel punto in cui la strada curva, andare diritto su strada naturale poco marcata (21,65 - vi sono delle macerie che ne ostruiscono l'accesso), inizialmente quasi cancellata dalle esondazioni della Dora (sabbioni). Bisogna procedere diritto tra gli alberi per 100 metri, quindi piegare a destra puntando verso l'evidente argine del canale, che affianchiamo seguendo una pista erbosa. Si passa sotto il viadotto e quindi, attraversando il ponte sul canale (22,14), si raggiungono le abitazioni della frazione Vernetto e la Statale (22,49). Attraversatala, si percorre il sottopassaggio ciclopedonale della ferrovia Torino - Modane e, una volta usciti, la si costeggia a sinistra (22,61). Il cammino principale curva piu' avanti lasciandola alle spalle, poco prima di arrivare al rio Prebec, che andiamo ad affiancare intraprendendo l'unica salita degna di tale nome. Arrivati ad un ponte lo si attraversa (23,30), quindi si scende per una cinquantina di metri, imboccando poi il sentiero "storico delle vigne e dell'orrido" segnalato da un vistoso cartello in legno (23,37). Si transita a lato della vecchia chiesa dedicata a S. Pietro (23,59), risalente all'anno 1000, forse costruita su un preesistente tempio romano. Essa venne abbandonata nel XVII sec. in seguito ai danni provocati da una rovinosa alluvione del Prebec che ha lasciato pero' intatto il bel campanile romanico-lombardo con tetto in losa. Seguendo sempre i cartelli indicatori, si raggiunge l'asfalto (23,79 - diritto). Oltrepassata la via Nini Rossero (23,85), si svolta a destra (23,89), e, alla vicina curva, si lascia la via Torre proseguendo diritto su strada a fondo naturale (23,94). Al suo termine (24,36), si sale in breve alla chiesa parrocchiale (24,51) intitolata a San Pietro. Dalla bacheca sita nei pressi, ha inizio il sentiero che si addentra nell'orrido. La visita porta via circa una ventina di minuti (ritorno incluso) ed e' facoltativa, vista anche la scarsa ciclabilita'. Una volta raggiunta una rampa che fa superare una delle numerose briglie di regimazione delle acque, conviene abbandonare le bici e proseguire a piedi. C'e' un passaggio delicato, addossato alla parete, che precede l'orrido vero e proprio in cui bisogna fare molta attenzione (converrebbe concludere qui la visita).

Mappa formato GIF (3 parti):
S. Ambrogio - torrente Gravio (1779 x 657 pixel - 42 KB)
torrente Gravio - Borgone (1662 x 580 pixel - 36 KB)
Borgone - Chianocco (1901 x 1240 - 44 KB)
Mappa formato OCAD7 zippata (per visualizzare e stampare il file scaricate la versione 7 demo del programma QUI)
 
Altimetria  
 
Galleria fotografica  

la chiesa vecchia di Chianocco
 
dentro l'orrido
 

ancora all'interno dell'orrido

il castello di S. Giorio
 

lungo la Dora

sterrato nei pressi di Borgone
 

Segnalazioni

 

U. Gastaldi: l'ho provato ad inizio maggio 2008 e mi permetto di fare qualche osservazione, nel caso potesse essere utile in futuro nell'ottica di un aggiornamento dello stesso. L'inizio Ŕ un po' difficile da comprendere, anche se una rapida occhiata alla mappa permette di trovare la giusta via; in alternativa sarebbe possibile utilizzare via Villardora, che ha anche il vantaggio di mantenere lo stesso chilometraggio di riferimento. Il primo passaggio a lato della Dora (km da 1.97 a 3.81) risulta difficoltoso anche a causa del folto sottobosco che lascia dei "piacevoli ricordi" su braccia e gambe scoperte, oltre al rischio di una prematura foratura a causa dei molti rovi. Il passaggio della ferrovia (km 5.81) deve essere eseguito con discesa a sx del pilone autostradale (una rete impedisce l'accesso sotto i piloni) e la successiva stradina (km 6.05) Ŕ ora sbarrata (possibile, ma forse meglio evitare, aggirare la sbarra). Il percorso che attraversa il torrente Gravio non Ŕ descritto, ma la cartina risulta chiara (con un po' di esplorazione "in sito"). Il ponte indicato al km 17.55 non Ŕ facile da trovare, a meno che non si tratti di un passaggio su terra battuta (il rio in questione era in secca). Oltre questo Ŕ presente un percorso cintato (possibile passare a lato, ma entrando in una proprietÓ privata con tanto di cancello e videocamera spero non funzionante) dell'CAVS, che sembra abbastanza recente. Successivamente ci si trova nuovamente davanti ad una sbarra ed il percorso da lei indicato non Ŕ pi¨ eseguibile (cava e passaggi impossibili): io ho deviato sulla statale (indicata anche nella cartina) attraversando l'autostrada al km 18.87 della mappa. Il percorso si perde (almeno, personalmente non l'ho trovato) al km 21.65: l'unica soluzione Ŕ tagliare per un campo ma l'attraversamento di una chiusa a pelo d'acqua non Ŕ molto sicuro. Infine Ŕ ben segnalato il tratto finale, anche grazie ai cartelli del percorso storico. Spero che le mie osservazioni possano essere d'aiuto a chi intraprendesse questo bel percorso; resta il forte rammarico per le varie discariche abusive & co. trovate sotto quasi tutti i viadotti dell'autostrada. Ma sicuramente non Ŕ a lei che devo lamentarmi per la poca civiltÓ dei nostri concittadini. Un'ultima cosa: forse sarebbe meglio indicare come materiale una camera d'aria (almeno) ed un kit di riparazione. Il percorso Ŕ spesso costeggiato da gaggie dalle spine pericolose per i copertoni, tanto che io ho bucato nonostante una banda antiforatura nei pneumatici! Provvidenziale la fontana di Borgone!

 
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Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2008