Mountain bike Piemonte - A due passi da Torino  
Madonna della Scala  
Il percorso  
Si ringrazio Davide Bello per aver suggerito la parte di percorso relativa alle grotte di Madonna della Scala.
Lunghezza:
14,95 km
Tempo percorrenza: 2h
Dislivello: 360 metri
Cartografia: Carta dei Sentieri della Collina Torinese 1:15.000 Vivalda Editori - ISTITUTO GEOGRAFICO CENTRALE 1:50.000 n. 17 TORINO PINEROLO e Bassa Val di Susa - CTR Piemonte 1:10.000 156140
Periodo consigliato: tutto l'anno
Tipo: asfalto 6,26 km (42%) - sterrato 8,69 (58%)
LocalitÓ di partenza: Pino Torinese - incrocio tra via Monviso, via Valle Balbiana e via della Ciocca
Accesso: da Torino si percorre la strada per il traforo di Pino che inizia nei pressi della stazione di partenza della tramvia Sassi-Superga. Usciti dalla galleria si prosegue per circa 1,5 Km e, poco dopo il 2░ semaforo, si imbocca sulla destra la stretta via Monviso. In discesa si perviene ad una villa a lato della quale vi e' uno spazio adibito a parcheggio: qui si lascia la vettura.
Descrizione: l'itinerario si sviluppa a sud di Torino, lungo le soleggiate colline e gli ombrosi boschi dei comuni di Pino, Chieri, Cambiano e Pecetto. Per evitare problemi di ciclabilita' dovuti al fango, e' preferibile affrontarlo dopo giornate particolarmente soleggiate in modo che il terreno abbia avuto il tempo necessario per asciugarsi. Si azzera il contakm al termine della discesa (pilone) dove, ignorata la via della Ciocca, si prosegue su via Valle Balbiana a sinistra. Dopo 420 metri incontrerete alla vostra destra il tratturo dal quale si fara' rientro: visto che e' proprio lungo questo tratto che la presenza di fango e' piu' critica, e' consigliabile verificarne le condizioni ed eventualmente utilizzare per il rientro la variante per via Podio che vi indicheremo piu' avanti. Al Km 0,52 si prende a destra e, superata una cascina, si incrocia la via dei Roz che andra' percorsa in discesa (1,14). Oltrepassato un traliccio, si svolta a destra su strada della Moglia che, dopo aver aggirato la cascina Moglia di Tana, conduce nei pressi dell'omonima villa, annoverata tra i piu' importanti monumenti del chierese. Nata nel XVII secolo come opificio della famiglia Turinetti, venne trasformata in villa patrizia in quello successivo ad opera dell'architetto Barberis. In seguito al declino della famiglia, venne acquisita a fine Ottocento dal marchese Federici e poi ceduta ai Salesiani nel 1923. Nel 1965 passo' nelle mani dell'istituto Bonafous che voleva crearvi un centro di formazione agraria. L'attuale proprietario e' il Comune di Torino che la ottenne come pertinenza quando incamero' l'istituto. Oggi, la costruzione, che comprende anche un parco di 3000 metri quadrati, versa in stato di abbandono e degrado visti anche gli elevati costi per un suo recupero. Ma c'e' qualche speranza: il Comune e' disponibile a concedere il bene in affitto a privati purche' questi si impegnino al suo restauro e con la possibilita' che le sue bellezze possano essere fruibili dal pubblico. Il mio augurio e' che possa ritornare presto agli antichi splendori. Prima di arrivare all'ingresso della villa, occorre deviare su via della Luigina (2,17). Trascurando le vie laterali per le abitazioni, si raggiunge un bivio (3,07) dove si continua a destra. Seguendo la direzione principale, si fiancheggiano pi¨ avanti le mura di Villa Luigina, finendo poi sulla SP 124 Chieri-Pecetto (4,51). Seguirla a destra e, trascurata strada dei Tigli (4,77), imboccare la strada del Vibernone (5,02). Prima del ponte sul rio di Castelvecchio, lasciare sulla sinistra strada del Chiaventone (5,47), e, subito dopo averlo attraversato, ignorare sulla destra strada Tetti Marsino (5,50). Evitando strada della Molina (5,83), si finisce sulla strada per Madonna della Scala (fraz. di Cambiano) che andra' seguita a sinistra (6,62). Giunti al cartello della localita', si imbocca il tratturo a destra che costeggia il rio di Vaiors (6,98). Al suo termine (7,69), proseguire diritto sul sentiero ciclabile che si inoltra del bosco. Arrivati ad uno slargo (7,80) il sentiero piega a destra. Si affronta quindi un breve tratto ripido da fare a piedi preceduto sulla sinistra da due grotte i cui ingressi sono oggi quasi del tutto ostruiti dalla terra franata in tanti anni: e' quanto rimane di un rifugio scavato nel tufo, probabilmente utilizzato come nascondiglio per i Partigiani e le armi durante la Resistenza. Si sconsiglia vivamente di entravi. Al termine della breve salita si sbuca su un tratturo che andra' percorso a destra (8,02). Lasciata una sterrata a sinistra (8,11) e procedendo sempre diritto, si giunge all'incrocio tra la strada Sabena e quella comunale Bricco (8,79). Procedere a destra e qundi, arrivati alla strada Virana (9,28), ancora a destra sino alla provinciale Pecetto - Chieri (9,55). Svoltare per quest'ultima localita' sino al curvone dove si prende la sterrata Via del Turco (10,09). Proseguire sempre diritto in particolar modo nei pressi di una casa (11,22). Superata una sbarra (11,77) la strada bianca termina sulla via Rosero (12,43). Seguirla a destra sino al pilone dedicato a S. Sebastiano dove si svolta a sinistra su via San Felice (12,87). Lasciando le strade degli interni, si incontra via Podio (13,30) che andra' seguita qualora le condizioni del tratturo al termine di via Monterotondo non siano buone. In tal caso, una volta arrivati alla cappella campestre del Podio si scende per via dei Roz sino ad incontrare il percorso dell'andata. Proseguendo invece sulla via San Felice, si svolta poco dopo in via Monterotondo (13,46). Lasciando la via Leonardo da Vinci (13,47) e le altre strade laterali si arriva al termine dell'asfalto (13,91). Si continua su tratturo arrivando nei pressi di un traliccio dove la traccia sempra perdersi. Basta continuare di fronte sino a ritrovare nuovamente il tratturo che va a confluire presto sulla strada dell'andata (14,52). Qui non rimane altro che rientrare a sinistra al punto di partenza (14,95).
Foto in alto: pedalando lungo via del Turco.
Mappa formato GIF (674 x 811 - 26 KB)
Mappa formato OCAD8 zippata (per visualizzare e stampare il file scaricate la versione 8 demo del programma QUI)
 
Altimetria  
 
Galleria fotografica  

tratturo al termine di via Monterotondo
 
Segnalazioni  
F. Bogoni: abbiamo effettuato il percorso il 25 settembre 2005. Al km 11.77 su Strada del Turco ci si trova ora davanti ad un basso cancello chiuso. Non Ŕ possibile neanche aggirarlo o passargli sotto. Il cancelletto Ŕ preceduto (circa 100 mt) da un cartello di proprietÓ privata con divieto di accesso e transito alle biciclette. Abbiamo completato il giro tornando indietro e risalendo da Strada San Felice (su asfalto). Qualora fosse invece recintato l'ultimo tratto di tratturo in discesa al termine di via Monterotondo, causa presenza di mucche al pascolo, e' preferibile scendere da via Podio e Via Roz.
L. Angelucci: segnalo due alternative sul percorso. La prima permette di ridurre la % di asfalto con un bel tratto sterrato ed un guado. Fra il Km 8,79 e 9,28 si trova, come indicato sulla mappa, una strada sulla dx che ha un primo breve tratto asfaltato per poi diventare sterrato. Si scende lungo il sentiero per raggiungere il rivo a fondo valle per risalire, dopo aver seguito la corrente per un breve tratto, lungo uno sterrato che porta sulla SP123. Si prosegue in salita per un breve tratto fino ad incontrare la SP124. Si prende a sx e fatte due curve si prende Via del Turco. La seconda permette di superare il cancello segnalato da F. Bogoni. Poco prima del cancello con segnale di divieto di accesso, sulla sx si vede una strada sterrata da imboccare. Dopo un piccolo guado diventa un sentiero di cui, in alcuni tratti, se ne perdono le tracce. Si prosegue comunque la salita, piuttosto faticosa, per giungere poi su Via Rosero.
 
Indice percorsi  
Per suggerimenti, idee, commenti contattatemi: E-mail
Vietato qualsiasi uso di testi e immagini contenuti in questa pagina senza consenso dell'Autore
Si declina qualsiasi responsabilita' per eventuali errori, imprecisioni, incidenti e danni di ogni sorta
Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2006