Mountain bike Piemonte - Valle di Susa  
Torre del Colle  
Il percorso  
Lunghezza:  22,71 Km
Tempo percorrenza: 2 ore 45'
Difficolta':
M.C.A.
LocalitÓ di partenza:
stazione di S. Ambrogio
Accesso: da Avigliana percorrere la SS 25 verso S. Ambrogio. Superata la deviazione per il centro di quest'ultimo,  svoltare a destra al primo semaforo, sulla piazza della Stazione, dove si puo' parcheggiare l'autovettura.
Cartografia: ISTITUTO GEOGRAFICO CENTRALE 1:50.000 n. 17 Torino Pinerolo e Bassa Val di Susa; I.G.M. 1:25.000 55 II NE Almese - 55 II NO Condove
Dislivello: circa 290 metri effettivi
Tipo: asfalto 7,76 Km (34%) - sterrato 14,95 (65%)
Periodo consigliato: tutto l'anno
Effettuato il:
13 gennaio 2002
Descrizione:
tipico giretto invernale, tanto per non perdere il vizio del pedale, ambientato nella bassa val di Susa, a cavallo della Dora Riparia. Possibilita' di abbinare questo percorso con quello di S. Antonio di Ranverso, ottenendo un bellissimo circuito di quasi 60 Km ma dal dislivello piuttosto contenuto. Dalla piazza della stazione, utilizzando il sottopasso pedonale, ci portiamo a nord dei binari (via Prati e Giardini) e qui azzeriamo il ciclocomputer (0 Km). Andiamo a destra affrontando subito una curva che ci fa allontare dalla ferrovia (via Primo Levi). Dopo un'altra curva, si raggiunge un quadrivio dove andiamo a destra per via Falconero (0,21 - sterrato). Si va ad affiancare nuovamente la linea ferroviaria (via Bassa) e, quando la strada se ne allontana nuovamente, si tiene la destra (0,85). Si perviene alla asfaltata via Salvo D'Acquisto che seguiamo a destra (1,12). Giunti alla strada di collegamento tra la SS 24 e la SS 25, continuare di fronte (1,21 - via Cascina Gariglio, giÓ Bassa e Deserta). Ad un bivio proseguire diritto (1,36) raggiungendo un canale artificiale (2,11). Se ne costeggia fedelmente il muro andando a sinistra, quindi si transita sotto il viadotto autostradale pervenendo ad una diga (2,66). Si affronta ora la sterrata che corre parallela tra l'autostrada e la Dora Riparia. Giunti alla provinciale 198 (3,41), attraversare il ponte attualmente chiuso al transito, guadagnando la Statale 24 (3,51). Dobbiamo ora prendere, dal vicino semaforo, la provinciale per Villar Dora (3,64). Ignorata la strada per Torre del Colle (3,71), deviamo dopo un centinaio di metri, su una pista alla nostra sinistra (3,84). Si prosegue nel bosco sempre lungo la direzione frontale (al primo quadrivio, 4,11, occorre spostarsi di qualche metro a destra). Si arriva cosi' alle abitazioni periferiche di Villar Dora. Si prende via Roma (5,30 - diritto), quindi a destra la via Fornunato Perino (5,62) sino alla piazza S. Rocco, sulla quale si affaccia il municipio. Siamo ai piedi del castello, uno fra i meglio conservati di tutto il Piemonte, che domina dall'alto le case del paese. Inizialmente, nel 1200, vi era un ricetto formato da tre torri collegate tra loro da un muro. Fu sotto i Provana che comincio' ad assumere l'attuale aspetto di casaforte: essi realizzarono tra l'altro la torre cilindrica e la splendida facciata con decorazioni in maiolica. Dopo il saccheggio, nel 1691, da parte dei soldati francesi del generale Catinat, l'opera di ampliamento e restauro e' stata portata avanti dal conte Antonielli d'Oulx (che ottene la proprieta' a meta' del 1800) e dai suoi eredi. Proseguendo a fianco della chiesetta (5,90), percorriamo la via San Vincenzo quindi, al termine della salita, scendiamo per una cinquantina di metri, andando ad imboccare a sinistra la via al Boschetto (6,14), che si inerpica sulla montagna toccando numerose frazioni (6,49 borgata Merlo, 6,59 Maltrot, 6,68 Morando). Giunti ad un pilone (7,63), si lascia la via Borgionera prendendo la via Andruino (indicazioni per Sala). Superate le case della borgata omonima, si ignora la deviazione per Vindrola (8,32) e, ormai su sterrato, quella sulla destra che continua verso Sala (8,62). Si perviene cosi' alla chiesetta di San Pancrazio, eretta su un preesistente pilone dedicato inizialmente a VertumNus, dio della natura dei Celti, e poi a Pancrazio, martire della legione Tebea. Al pilone venne successivamente aggiunto un locale, oggi identificabile con l'abside della chiesetta, affrescato con pitture risalenti alla prima meta' del 1400, eseguite forse per ordine dei Provana: insieme ai ritratti di una Madonna con Bambino, San Pancrazio con la palma del martirio, Giovanni Evangelista con il calice, San Bernardino da Siena insieme ad un vescovo (forse San Giovanni Vincenzo eremita) e San Rocco, compare infatti anche il simbolo della famiglia (un tralcio di vite). Al bivio che precede l'edificio (8,75), andiamo a sinistra, superando una sbarra. Percorriamo la sommita' della collina conosciuta come Seia, armata durante la seconda guerra mondiale con una batteria antiaerea dotata di 3 cannoncini, posta a protezione di importanti obiettivi come il dinamitifico Nobel e gli stabilimenti Fiat.  Ai nostri giorni non e' rimasta piu' alcuna traccia delle camerate in legno, delle stalle per i cavalli, del lavatoio, di una chiesetta in pietre intonacate e dei camminamenti lastricati che collegavano le postazioni ed i vari edifici. Sono sorti invece, ad opera dei volontari, quale auspicio di pace, un altare in pietra ed una croce in legno. Se vi portate sulle roccette situate nei pressi della croce, potrete godere di un formidabile panorama che spazia sul fondovalle, tagliato in due dalla Dora e dall'autostrada, sulla Sacra di San Michele, sulla collina di Torino e su numerose vette quasi sempre innevate. La nostra pista continua in discesa alla destra della croce (9,34), lungo il declivio roccioso (ad un bivio seguire a destra le indicazioni per "Caprie-Novaretto" lasciando a sinistra quelle per "Gir d'la Seia"), con un paio di tratti brevi ma impegnativi a causa della pendenza sostenuta e del fondo sconnesso. Si sfiora un osservatorio militare (10,17), sul cui muro riconosciamo il fascio littorio, simbolo del regime fascista (quello stesso che nel 1928 soppresse il comune di Villar Dora accorpandolo ad Almese, sino all'anno 1955 quando venne nuovamente costituito), e successivamente la ben conservata Torre del Colle (10,47), eretta con funzione di avvistamento alla fine del XIII sec. Adiacente ad essa, c'era un tempo una chiesetta romanica dedicata a S. Lorenzo, di cui non rimane putroppo piu' traccia: ai nostri giorni e' sorto invece un ripetitore, decisamente antiestetico e piuttosto fuori luogo. Transitati tra le case della frazione, ad una curva della strada dove e' il pilone dedicato a S. Antonio di Padova (10,71), si svolta a sinistra. La stradina diventa presto un sentiero piuttosto insidioso: la presenza dei rovi rende infatti altissima la probabilita' di forare, ragion per cui ricordatevi di portarvi appresso una camera di ricambio! Lasciando un paio di deviazioni secondarie in salita, si raggiunge il quadrivio incontrato in precedenza (11,27): andando a destra, non resta che raggiungere la SS 24 (11,73) e quindi riattraversare il ponte della provinciale sulla Dora. Passati sotto l'autostrada, svoltare, subito dopo la prima casa, a destra (12,02). Affiancata l'autostrada, seguirla sempre nelle vicinanze (lato sud) per alcuni chilometri. Arrivati al binario che collegava la vicina cava di pietrisco alla linea principale (15,81), oggi abbandonato, se ne sfrutta il ponte sulla Dora per raggiungere la SS 24 (16,14). Prendiamo poi la vicina deviazione per Novaretto / Caprie (16,21), andando praticamente subito, sulla strada di sinistra (16,27) sino ad incontrare la sterrata chiusa da sbarra (16,41) che conduce sul dosso roccioso dove sono le rovine del "Castello di Caprie", meglio conosciuto come "Castello del Conte Verde", nome col quale viene soprannominato Amedeo VI di Savoia in quanto era il suo colore preferito (cartelli indicatori in legno). Qui ebbe sede la castellania abbaziale di San Giusto di Susa: nel XIII sec., risiedeva infatti il castellano che si occupava di raccogliere le decime e i tributi e di amministrare la giustizia con tanto di tribunale e di carcere. Dopo il tornante, si salgono gli scalini (16,51), entrando nel cortile interno, un tempo occupato da due grossi edifici, uno dove oggi sorge la ben conservata (anche perche' piu' recente) chiesetta Madonna del Castello, ed il mastio, collocato sul lato sud che scende a strapiombo. Poco distante notiamo un masso erratico (16,58) sul quale una scritta ricorda la battaglia delle Chiuse, che si combatte' in zona nel 773 d.C., tra i Franchi di Carlo Magno ed i Longobardi di Desiderio. Continuando oltre il masso erratico, si transita attraverso una spaccatura della cinta muraria, che costituisce una finestra naturale molto panoramica, affrontando un breve sentiero (16,61). Al suo termine (16,75), seguiamo la cararreccia andando dalla parte della stazione del metanodotto sino alla Statale (17,00). Quindi andiamo a riattraversare il ponte ferroviario, continuando poi sul percorso abbandonato precedentemente (17,72). Percorsi un centinaio di metri, attraversare a destra i binari (17,83), aggirando quindi il campo sportivo ed affiancando nuovamente l'autostrada (sempre sul lato sud). Giunti al laghetto della Societa' Pesca Sportiva Chiusina, prendiamo a sinistra (18,44). Arrivati ad una strada asfaltata, si deve proseguire sulla sterrata alla destra del pilone (18,93). Il percorso raggiunge e affianca la ferrovia, quindi, lasciatala alle spalle, aggira una casa (20,85) e confluisce su una strada asfaltata che corre lungo la recinzione di un'industria (21,12). La si segue diritto svoltando alla prima sterrata che incontriamo sulla sinistra (21,33). Raggiunto un quadrivio (21,49), continuiamo a destra seguendo sempre la direzione frontale. Si arriva al quadrivio incontrato poco dopo la partenza (22,51), dove andando a destra (via Primo Levi) rientriamo alla stazione di S. Ambrogio (22,71).
Foto a lato: Torre del Colle

Mappa formato GIF (1404 x 974 pixel - 43 Kb)
Mappa formato OCAD7 zippata (per visualizzare e stampare il file scaricate la versione 7 demo del programma QUI)
 
Galleria fotografica  

il castello di Villar Dora

San Pancrazio
 

la croce con altare sulla Seia

l'osservatorio militare
 

i ruderi del castello del Conte Verde

castello del Conte Verde
(masso erratico con epigrafe)
 

castello del Conte Verde
(chiesetta Madonna del Castello)

castello del Conte Verde
(resti della cinta muraria)
 
Altimetria  
 
Indice percorsi  
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Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2007