Mountain bike Piemonte - Val Chisone  
Tour dell'Assietta  
Il percorso  
 
Lunghezza: 56,12 Km
Tempo percorrenza: 7h
Cartografia: I.G.C. 1:50.000 n. 1 Valli di Susa Chisone e Germanasca - 1:25.000 n. 105 Sestriere Claviere Prali (copre solo la zona a sud del Monte Genevris)
Periodo consigliato: luglio - agosto
Tipo: asfalto (20,10 Km - 36%), sterrato (36,02 Km - 64%)
Dislivello: 1460 metri effettivi
Difficolta': O.C.
Effettuato il: 16 Luglio - 2 Agosto 2000
Località di partenza: Pourrieres (frazione di Usseaux)
Accesso: da Torino si percorre la SS 23 per Sestriere. Superato Fenestrelle, si lascia la vettura presso la frazione Pourrieres.

Descrizione: itinerario ispirato all'omonima gara, qui proposta in versione semplificata (discesa da Sestriere a Pourrieres tutta su asfalto lungo la SS23) ma pur sempre impegnativa. La parte piu' bella ed interessante e' quella che si sviluppa, tra svariati esempi di archeologia militare, lungo lo spartiacque che separa le valli di Susa e Chisone, ben oltre i 2000 metri di quota. Sconsigliato in occasione della "Festa del Piemonte" che si tiene la terza domenica di luglio presso la Testa dell'Assietta, in quanto la carovana di macchine dei partecipanti che raggiungono il luogo della manifestazione alza una enorme quantita' di polvere che il biker e' costretto a ingurgitare (salvo usare una mascherina!). Si inizia dal bivio posto all'inizio di Pourrieres (0 Km) con indicazioni per Pian dell'Alpe, splendido pianoro prativo che si raggiunge lasciando a destra la deviazione per Usseaux (1,62) e dopo aver toccato la piazzetta di Balboutet (2,12). Giunti all'importante bivio per il colle delle Finestre (6,88), si gira a sinistra. Un lungo traverso interrotto solamente da un paio di tornanti ci conduce, superata la deviazione per la Margheria dell'Assietta (15,13), all'omonimo colle (16,16 - m 2472) dove si lascia sulla destra la strada per il Gran Serin. In breve si arriva poco al di sotto della Testa dell'Assietta (17,43 - raggiungibile su sentiero in pochi minuti). Sulla cima (m 2567) trova posto una tavola d'orientamento ed il monumento, sormontato da un'aquila in bronzo, a ricordo della battaglia per la Guerra di Successione d'Austria del 19 luglio 1747. Poco distante e' la stele posta in occasione del 250° anniversario dell'evento che commemora gli sconfitti, in particolare l'eroica figura del luog. generale Armand Fouquet de Belle-Isle. Per spronare i propri soldati, non esito' a scendere da cavallo e a lanciarsi oltre le prime ridotte nemiche, riuscendo a piantare la bandiera francese al grido di "Le voila', dans la terre du Roy!". Ferito ad un braccio da una baionetta e quindi centrato da una palla di fucile, continuo' ad incitare i suoi finche' cadde esanime dopo essere stato colpito da una seconda scarica di moschetto. Affrontando finalmente la prima discesa, si sfiora il piccolo laghetto glaciale dell'Assietta (18,31) giungendo al bivio (18,63 - chiuso da sbarra) per la vicina Batteria del Mottas (m 2547), distante poche centinaia di metri (non conteggiati). La linea pezzi appare ai nostri occhi protetta da un terrapieno con, ai lati, le 2 riservette che avevano anche funzione di copertura per i tiri d'infilata. La modesta opera, realizzata nel 1893 e dotata di quattro cannoni del tipo 15 GRC/Ret e 2 da 9 AR/Ret (rimpiazzati in seguito con altrettanti da 87/B), venivava impiegata durante i mesi estivi. Sulla destra, alle spalle della linea pezzi, si trova l'apertura di accesso al deposito munizioni ed al locale di caricamento. Gli uomini in servizio (circa 40) alloggiavano presso i vicini baraccamenti del Faussimagna (visibili sui prati sottostanti, poco dopo aver ripreso il cammino), accessibili con una strada che parte dal lago dell'Assietta. E proprio la costruzione che si affaccia sullo specchio d'acqua veniva utilizzata un tempo oltre che come infermeria anche come magazzino invernale per l'artiglieria. Quando la Provincia nel 1964 acquisi' la strada militare, l'edificio venne adibito a casa cantoniera. Il degrado dovuto allo scarso uso e agli atti di vandalismo e' stato in parte fermato negli anni 90 grazie al lavoro di alpini e volontari. Oggi, la Provincia, con un restauro radicale, ha creato un'importante struttura d'alta quota che verra' impiegata per iniziative turistico-ambientali.  Ripartendo dal punto abbandonato in precedenza, poco dopo l'innesto della "strada dei cannoni" (19,44), si incontra la carrareccia per il monte Gran Costa (19,57) dove sono presenti i resti di due batterie ed alcuni baraccamenti. La visita richiede abbastanza tempo per cui la rimandiamo ad un'altra occasione. Superato il col Lauson (20,45 - m 2497 - notare al di sotto della strada il lago omonimo) si arriva al col Blegier (23,60 - m 2381) presso il quale confluisce la strada (vietata al transito) che, attraverso il Parco Naturale Gran Bosco, consente di arrivare a Monfol oppure Salbertrand. Si affronta quindi l'impegnativa salita del Monte Genevris (25,28) dove sono ubicati i ruderi di 5 baraccamenti eretti nel 1889 dal III Alpini, di cui 3 a disposizione per la truppa, uno riservato agli ufficiali ed il rimanente adibito a magazzino. La vetta (m 2536 - dista 650 metri non conteggiati) e' raggiungibile con una carrareccia chiusa da sbarra (pressoche' pianeggiante eccezion fatta per gli ultimi metri) ed accoglie, oltre ad una tavola d'orientamento, il Faro degli Alpini. Come si legge dalla targa affissa, questo e' stato donato della Marina Militare Italiana e qui posizionato per volonta' del gruppo ANA di Sauze d'Oulx a ricordo di chi offri' la vita alla patria. Simbolicamente esso dovrebbe impedire agli escursionisti e sciatori di smarrire la via. Si riprende affrontando in discesa 4 tornanti che precedono la deviazione per Richardet (27,84) ed il colle di Costa Piana (27,92 - m 2313). Presso gli ultimi due si trovano due postazioni del tipo 7000, rispettivamente la 211 e 212, equipaggiate un tempo con mitragliatrici. Ad un trivio (28,50) si trascurano le tracce laterali: quella che risale le pendici di Punta Moucrons e l'altra che scende verso un impianto di risalita. Segue il colle Bourget (30,86 - m 2299 - evitare, in prossimita' di questo, alcune piste che si staccano dal percorso principale) e, aggirato il Monte Triplez, il colle Basset (33,97). Tra i due colli si tralasciano, sulla destra, 2 strade (31,62 e 33,34), l'ultima in presenza di un cartello con scritta "La Marmotta Bar Ristorante". Lasciando alle spalle la carrozzabile che scende a Notre Dame des Broussailles e quindi a Sportinia, con un ultimo sforzo si risale la Costa Treceira sino alla evidente stazione della telecabina proveniente da Borgata Sestriere (34,60). Purtroppo la galleria che consentiva di attraversare il rilievo oggi non e' piu' agibile: le aperture su ambo i lati sono comunque ancora visibili. Poco distante e' l'evidente monte Fraiteve (m 2701) su cui si notano alcuni impianti per telecomunicazioni. Iniziamo ora a sinistra la lunghissima discesa. Superato il ponte sul rio Croux (38,74), segnaliamo sulla parete rocciosa posta al di sotto del Monte Tre Seie le aperture della mai ultimata Sede del IV Corpo d'Armata. Si raggiunge una strada asfaltata (39,91) che seguita a sinistra termina sulla statale 23 (40,34). Senza mai lasciarla si percorrono i circa 16 Km che ci separano dal punto d'inizio (56,12), piuttosto noiosi ma "digeribili" in meno di tre quarti d'ora grazie alla velocita' sostenuta.
Foto in alto: Pian dell'Alpe.
 
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Galleria fotografica  

Colle dell'Assietta

lago dell'Assietta e casa cantoniera ristrutturata

Batteria del Mottas
 

Testa dell'Assietta

postazione 211 (tra M. Genevris e colle Costa Piana)

stele nei pressi della Testa dell'Assietta

Faro degli Alpini e tavola d'orientamento
(M. Genevris)
 
Altimetria differenziale
Rappresenta la differenza tra l'altitudine in un determinato punto e quella alla partenza
 
 
Nota e variante GTA di G. Apostolo  
Una triste nota, per informarVi che la bellissima lastra di marmo (Cave Palmero di Perosa) con la Rosa dei Venti orientata e indicante le principali vette visibili dalla Testa dell'Assietta, e` purtroppo giacente rotta ad una decina di metri dal monumento. Come cio` possa essere avvenuto e` quasi inspiegabile dato il peso (neve che l'ha potuta distaccare dal pilastro in cemento che la sorreggeva?). C'e` chi sostiene che potrebbe essere stata opera non della natura, ma di persone incivili che l'avrebbero volutamente distaccata! Mi sono stati citati altri esempi quali la croce del Marguareis, etc. Se questo fosse il caso, sono sicuro che Vi associate con me negli auguri ai vandali che si sarebbero esibiti in tale scempio.
Dalla Testa dell'Assietta si puo' effettuare un anello piu' breve ritornando al Colle dell'Assietta e, appena sotto questo, prendere il bellissimo sentiero GTA (O.C.A. - ciclabilita' 80/90%, secondo proprie abilita' - 1h15'/1h30'), tecnico e con pendenze elevate. Vivamente sconsigliato in caso di nebbia. In presenza di pioggia, le difficolta' del percorso si amplificano (prima fra tutte l'efficienza dei freni che diminuisce drasticamente) diventando un ottimo ed eccitante allenamento alla concentrazione e all'equilibrismo. Specie nella stagione estiva, il tracciato non e` sempre di facilissima identificazione complice anche la vegetazione, pur se abbastanza ben segnalato con la classica abbinata di colore bianco/rosso. Sempre nella stagione estiva, prestare attenzione, nell'eventualita` di perdere il GTA, al di sotto delle Bergerie dell'Assietta, agli acquitrini che qui si formano: si rischiano gratuiti pediluvi melmosi! Inoltre, passata la prima grande conca naturale al di sotto degli alpeggi di cui sopra, ed in prossimita` di baite abbandonate e semi-distrutte mantenetevi alla vostra sinistra scendendo in mezzo ad una pineta, con splendida vista della 2a sottostante enorme conca naturale. Alla destra di tali baite abbandonate, si rischierebbe infatti, in maniera comunque molto evidente, di andarsi a mettere nei pasticci, essendovi sul quel lato prima un canalone con vegetazione alta che nasconde le sottostanti insidie con pendenze spaventose e successivamente svariati salti di roccia. Giunti alla borgata Cerogne (fontana), si abbandona la GTA utilizzando una piu' facile carrozzabile sino ad intercettare la strada proveniente da Pourrieres.
 
Segnalazioni  
A. Cosentino: una volta scesi a Sestriere dall'Assietta si può continuare con lo sterrato lungo il metanodotto di Borgata Sestriere che giunge fino a Balboutet. In questo modo si può percorrere il ritorno in sterrato facendo solo pochi pezzi in asfalto con alcuni tratti molto tecnici. Vedi http://ridewithgps.com/trips/1528836  
Indice percorsi  
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Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2013